Episodes
Episodes



Thursday Jun 01, 2023
Salernitana: inferno e ritorno
Thursday Jun 01, 2023
Thursday Jun 01, 2023
Nel raccontare la Salernitana, vorrei partire dal suo patrimonio più grande, un patrimonio che non può mai perdersi. Nel corso della sua storia la Salernitana ha ottenuto diversi fasti, ma ha perso tutto ciò che c’era da perdere, per il cinismo o per l’incompetenza ha perso il diritto di utilizzare il suo nome e il suo stemma. Ha perso finanche sé stessa dunque. Ciò che nessuno è stato capace di togliere a questo club è la passione, l’amore incondizionato dei suoi tifosi. L’emozione che avete sentito nell’intro.
Proprio qualche giorno fa mi sono trovato a parlare con un mio amico, un tifoso doc, che mi ha prestato il materiale per la scrittura di questo lavoro. Guardava la classifica preoccupato, inserendo i più tre s a lecce e spezia, la salernitana non aveva ancora ufficializzato la seconda storica salvezza. MI feci passare lo smartphone. “Peppi, ma qua siete salvi. Praticamente è impossibile retrocedere”, gli dissi. “Nono”- scosse la testa-“è perché non conosci la storia della Salernitana, che dici così! Noi ora siamo in paradiso, ma siamo stati all’inferno!” Ora che ho approfondito questa storia, ho compreso. So che le fiamme di questo inferno non sono metafore calcistiche, non sono inchiostro su carta, sono fiamme vere di quelle che bruciano la pelle. La ferita aperta nel cuore di una città.
Pe ricostruire il vero inferno della salernitana bisogna fare un passo indietro ritornare alla stagione 1998/1999. La Salernitana è alla sua prima stagione in serie A dopo 51 interminabili anni, all’ultima giornata si gioca la salvezza a Piacenza contro una squadra già salva. La sfida all’ultima giornata è un leitmotiv dello spirito granata, che si intreccia più volte con la tragedia. Il giorno della sfida è il 23 maggio 1999. Il giorno la fine, la fine dei “magnifici anni 90” della Salernitana.
Fu un decennio sfasato che va dalla promozione in B del 1989-90, grazie al generoso e tecnico capitano Ago Di Bartolomei. Passa per la retrocessione in C dell’anno successivo. Poi c’è l’arrivo del mattatore, Delio Rossi, che imprime a quella salernitana un gioco spettacolare che riavvia l’entusiasmo di una piazza mai doma, già esaltata per l’innaugurazione della nuova casa: L’Arechi. Rossi sfiora due volte la promozione, nel 95 lascia Salerno, forse deluso dal mancato approdo in massima serie. Il 27 giugno 1997 inizia la vera cavalcata che porterà la salernitana in A, Delio Rossi ritorna, al vecchio stadio Vestuti lo aspettano diecimila tifosi. Ora non si può più fallire. Il rapporto tra delio Rossii e Salerno è simbiotico. Qualche anno fa in un’intervista a mediaset chiedono al tecnico quali siano i calciatori della sua vita, del suo cuore. Egli non ha dubbi e inizia così (min 0.23)
E’ la Salernitana del 1993-1994. Non bisogna aggiungere altro.
La stagione successiva la salernitana è inarrestabile. Il 433 di Rossi incanta, come la punta di diamante di questa sraordinaria squadra: Di vaio segna 21 goal.
Il presidente e il ds Pavone cercano di allestire una squadra adatta al grande salto , si affidano a dei giovani di sicuro avvenire come Di michele, Vannucchi, Marco Rossi e Gattuso. Il grande acquisto è Rigobert Song che ha ben figurato al mondiale di francia, ma che non renderà.
E’ una stagione imprevedibile e violenta. La Saleritana non rende e a gennaio Aliberti esonera Rossi. Salerno non accetta la decisione, l’ingratitudine verso il tecnico fa ribollire gli animi. Scoppia la rivolta. Gli ultras invadono il centro sportivo, entrano in sala stampa, arrivano al contatto fisico con il presidente, la digos non può impedire che una scrivania venga rovesciata addosso ad Aliberti, che deve reintegrare Rossi e dimettersi.
Il tecnico riminese ha perso la squadra, due mesi dopo gli questi eventi viene esonerato e la pachina viene affidata a Oddo. Inizia un buon filotto di risltati utili sono 15 punti in 8 partite, Contro il Vicenza la capocciata di Vannucchi a pochi minuti porta la resa dei conti all’ultima giornata.
La salernitana. Il Perugia gioca in casa contro il Milan, ha due punti di vantaggio sulla Salernitana, ma i diavoli hanno bisogno dei tre punti per alzare il tricolore, dunque hanno il favore dei pronostici. Se come si spera il Milan vince i granata hanno l’occasione di salvarsi, ma serve una vittoria a Piacenza
eccoci di nuovo al 23 maggio 1999 allo stadio Garilli a Piacenza, i tifosi granata sono accorsi numerosissimi, sono in 9 mila a sognare la salvezza. Come detto i papaveri non si giocano niente, sono già salvi, eppure si presentano agguerritissimi in campo, una tenacia che la salernitana forse non si aspettava. Secondo alcuni dovuta a fattori e amicizie che vanno al di là del calcio giocato.
Il Piacenza va addirittura in vantaggio con Viercwood, che all’ottavo minuto anticipa Fresi su angolo. Di Michele si procura un rigore. Su dischetto va Fresi, che non fallisce. La Salernitana è tenace e ci prova fino alla fine. Nel frattempo è arrivata la notizia della sconfitta del Perugia, il 2 a 1 significherebbe salvezza.
I minuti di recupero sono ben sette. Di michele riceve una bella palla da tedesco, ci prova al volo ma il suo destro si spegne in tribuna. Al cinquantunesimo punizione dal limite, sul lato vertice sinistro dell’aria di rigore, posizione perfetta per il destro di Bernardini.
Che è in giornata e ha già sfoderato parabole interessanti. Il pllone viene calciato sopra la barriera, una foglia morta che si abbassa all’improvviso e sta per baciare il palo e insaccarsi. Ma l’estremo difensore piacentino si supera e allunga in angolo. Nei restanti minuti la salernitana attacca a testa bassa, Tedesco va giù in area ma il direttore gli fa cenno di rialzarsi.
Finisce così, i granata sono in B. Al triplice fischio sono botte di nuovo, in campo tra i calciatori. Sugli spalti esplode il delirio. E’ l’inizio della vera tragedia, del vero inferno, che non è sportivo. 1500 mila tifosi lasciano lo stadio e vengono accompagnati alla stazione. Li aspetta un treno solo per loro, il 1681, dietto per salerno. Niente fermate previste. Alle ore venti circa inizia la discesa verso sud, la discesa verso la tragedia. Chi fa divulgazione, non dovrebbe mai scosigliare la fruizione delle fonti, anzi dovrebbe incoraggiarla.
Eppure io devo suggerirvi di non ascoltare il documento dal quale ho tratto la restante parte del racconto. Si tratta del documentario “Sfide” dedicato agli avvenienti del convoglio.
Le strazianti parole di genitori che ricordano i loro figli scomparsi sono strazianti per l’anima. Mi hanno profondamente impressionato, mentre la redazione lavorava lunedì scorso, come un ingranaggio preciso, io scoltavo in cuffia la storia di quattro vite spezzate, dei loro sogni infranti. Per me il tempo si è fermato, ho bevuto po’ d’acqua, ho trattenuto le lacrime, L’azzurro di Agropoli però quel giorno non è stato lo stesso.
Nel documento parla il compianto maestro di giornalismo Giovanni Vitale. La sua compostezza nel dolore è straziante. Racconta del figlio, di Simone che quel giorno era tra i mille e cinquecento. Giovanni chiama Simone, che racconta al papà di trovarsi su un carro bestiame, dal quale non può nemmeno scendere perché è impossibile persino muoversi. Il treno parte alle 23.
A Bologna qualcuno tira il freno a mano di emergenza, il treno viene devastato. Nella stazione volano pietre. Gli agenti a bordo sono solo 12. Alle 6 il treno è a nocera, tirano di nuovo il freno di emergenza. Simone voleva uscire da qual treno, per perdere un autobus e tornare a Salerno, come ad altri, gli fu impedito. Alle 8 circa il treno entra alla galleria di Santa Lucia, sono 10 km di buio. Alcuni sconsiderati appiccano del fuoco alla carrozza 5, per non bloccare il treno e dileguarsi evitando l’identificazione a Salerno. Simone era pallanuotista, ma era stato pompiere, quando le fiamme divampano, l’istinto del soccorritore ha il sopravvento. Si lancia nel fuoco per salvare più persone possibile. Trascina fuori le persone che già sono svenute a causa della nube tossica. Quando il treno lascia la galleria l’aria alimenta il fuoco e la nube tossica, Simone che si era lanciato di nuovo per salvare e ultime tre persone rimane prigioniero di qual vagone infuocato. Quando il treno giunge a Salerno i soccorritori si precipitano nel vagone non c’è più speranza, è rimasta solo cenere dei sogni di quei quattro ragazzi, partiti con la voglia di partecipare a un pomeriggio di festa e di sport. Il silenzio è rotto solo dallo squillo di un telefono, è quello di una delle madri dei ragazzi che preoccupata per la mancata risposta del figlio lo fa suonare compulsivamente. I soccorritori non hanno il coraggio di rispondere.
Questa è la fine di quegli stupefacenti anni Novanta come scrive in un suo libro proprio il papà di Simone. Eravamo partiti dal paradiso della serie a, siamo discesi nelle fiamme dell’inferno non quello della serie B né in quello dantesco, bensì nel rovente vagone numero 5. Dopo aver conosciuto questa storia non posso che augurarmi che sopra di noi ci sia un paradiso, non quello della serie A, ma un paradiso vero dove Simone, Ciro, Giuseppe e Vincenzo possono godersi lo spettacolo di questa Salernitana. Da questo paradiso le bandiere granata si vedono sicuramente nitide, metresciorinano nelle domeniche pomeriggio nel cielo azzurro di Salerno, i cori si sentono ancora più forte.
Allora su il volume, questo coro è per voi, come questo mio piccolo lavoro, da una città che non dimentica mai.



Wednesday May 31, 2023
Ce l’ho, ce l’ho, mi manca: infanzia e figurine PANINI
Wednesday May 31, 2023
Wednesday May 31, 2023
L'album delle figurine, rigorosamente Panini, non è solo una rassegna di immagini adesive ma è la più simbolica celebrazione della nostra infanzia spensierata.
Oggi la rubrica Vivavoce racconterà di un'idea tutta italiana che resiste al tempo in nome del valore del Gioco, quello semplice e condiviso tra i cortili della nostra bella Italia.



Tuesday May 30, 2023
Nostalgia Canaglia
Tuesday May 30, 2023
Tuesday May 30, 2023
Antonella e Roberta tornano con il secondo appuntamento Soundcheck. Più che Soundcheck, soundtrack. Colonne sonore di estati pazze e spensierate, di giorni tra i banchi di scuola e primi amori.
Tormentoni estivi sotto l'ombrellone e nello zaino, immancabile, il lettore cd portatile e il raccoglitore per le playlist della giornata. Estate 1997, la Barbie girl degli Aqua dominava incontrastata e Pino Daniele cantava "Che male c'è".
Non siamo state native digitali, ma nei nostri ricordi e nei nostri cuori "risuoneranno", sempre, motivi musicali che ci ricorderanno un amore e una persona cara, un luogo e un profumo particolare.
Fatevi trascinare dalla nostalgia anni '90. Al prossimo podcast, sempre in compagnia di Antonella&Roberta.



Monday May 29, 2023
E tu, che geloso sei?
Monday May 29, 2023
Monday May 29, 2023
Oggi, il fenomeno della gelosia è oggetto di studio da parte della scienza che ha rivelato importanti novità. Secondo recenti ricerche, infatti, le nostre emozioni, i nostri stati d’animo, dalla timidezza all’aggressività, pare abbiano un’origine biologica e dipendano dai nostri geni, gelosia inclusa.



Sunday May 28, 2023
Arjen Robben fallimenti e rivalsa dell’Olandese di cristallo
Sunday May 28, 2023
Sunday May 28, 2023
In una carriera gremita di successi Arjen Robben non riusciva mai a essere incisivo nelle finali, le occasioni fallite in Sudafrica e a Monaco contro il Chelsea tormentavano un campione straordinario, come gli infortuni innumerevoli.
L’occasione del riscatto contro il Dortmund, nella finale di Champions, di nuovo “a tu per tu” con il portiere avversario proprio come contro la Spagna quando aveva centrato i piedi di Casillas.
Questa volta il mancino non tradisce l’esterno che può abbandonarsi a un’esultanza rabbiosa e incontenibile.
In questo podcast vi racconto i fallimenti e le delusioni dell’«L’Olandese di cristallo» a partire da quel tocco sporco e ovattato che supera Weidenfeller, nella notte di Wembley.



Friday May 26, 2023
News Podcast del 25 Maggio 2023
Friday May 26, 2023
Friday May 26, 2023
Viabilità colabrodo, peste suina, allarme furti e balneabilità del mare del Cilento. Questi gli argomenti trattati nel News Podcast della settimana



Wednesday May 24, 2023
Ferrero, ovetto kinder e dispensa di casa
Wednesday May 24, 2023
Wednesday May 24, 2023
Una passeggiata nella memoria italiana anni 80, siglata da prodotti culto, frutto di intuizioni geniali dall'azienda Ferrero, una realtà consolidata e vincente dell'imprenditoria italiana.Un racconto in "Vivavoce" dell'immagininario collettivo degli italiani che, nel tempo, hanno fedelmente acquistato i prodotti dolciari Ferrero per sé stessi e la propria famiglia.Una storia raccontata con la nostalgia dell'infanzia e la consapevolezza matura di chi vive nel Bel Paese ed ama il made in Italy.



Tuesday May 23, 2023
Festival di Sanremo: l’emozionante esperienza in Sala Stampa
Tuesday May 23, 2023
Tuesday May 23, 2023
Antonella e Roberta inaugurano Soundcheck, il podcast che settimanalmente si occuperà di Musica.
Questo nostro nuovo racconto musicale non poteva non iniziare dalla città dei fiori e della musica, Sanremo ovviamente. Dopo averlo sognato fin da bambine, quest’anno siamo riuscite ad avere il nostro piccolo spazio nella grande partitura del 73esimo Festival della Canzone Italiana.
Un'esperienza che, ogni settimana, farà un giro sui pentagrammi di artisti locali, nazionali ed internazionali. Un giro di prova per scaldare la voce, a presto con un nuovo appuntamento Soundcheck tutto da ascoltare tutto da vivere... insieme!